Dire solo un sogno è una sciocchezza come dire solo una realtà, perchè un piccolo principe Poffer vive ugualmente sia nel mondo dei sogni sia nel paese reale da cui proviene."
kristoferpoffer {at} gmail.com
Titoli
- 1 marzo
- A fin di bene
- Abitudini
- Addio
- Ai miei tempi
- Al pronto soccorso
- Albicocche
- Ambasciatore
- Balle
- Bentornati
- Blueberries pie
- Briefing
- Brioche
- C'era una volta un mondo
- Cane
- Cappuccetto rosso
- Carta Igienica
- Casa
- Cassiopea
- Cerimonie
- Che ore sono?
- Ciocco-notte
- Coltre di sfida
- Conversazioni
- Così sarà
- Cucina creativa
- Cuore
- Da un libro
- Damnatio Memoriae
- Denti
- Dettagli
- Dichiarazione
- Dipingo
- Discorsi da grandi
- Dormi ?
- Duello ìmpari
- Estathè
- Eutanasia
- Facebook 2.0
- Fìdati
- Fortuna
- Fotografia
- Franz
- Fuochi d'artificio
- Fuoco
- Furto di identità
- Gelato
- Gelosia
- Generazioni
- Gente diversa
- Gigolò di città
- Gilda
- Giugno
- Gli onori di casa
- Gli sms
- Grigliata
- I Numeri - 1 308331
- I protagonisti
- I soldatini
- Il bambino pipì
- Il cantante
- Il cielo
- Il colore rubato
- Il corridoio
- Il frigorifero
- Il giorno della pace
- Il giovedì
- Il librone verde
- Il mercatino
- Il mondo delle idee
- Il piumone
- Il Poi
- Il primo trauma
- Il regista
- Il signor x
- Il tempo
- Il venditore di storie
- Il vigile
- Immagina
- In piscina
- In spiaggia
- Incidente stradale
- Intermittente
- Issimo
- Julia
- L'alba
- L'asciugamano
- L'ultimo baluardo
- La cena del sì
- La felicità
- La mia inghilterra
- La nemesi e le api
- La nonna
- La prestinaia
- La signora che ride
- La soluzione
- La tartaruga
- La televisione
- La Valentine
- La verità sincera
- Le moto
- Le patatine
- Leggere
- Leggerezza
- Lei
- Lettera
- Libertà
- Lo show
- Lo so già
- Mi hai detto
- Minimei
- Minimei 2.0
- N3rd 4ever
- Nanni
- Natale
- Neologismi
- Nevica
- Non è un caso
- Nonostante
- Notte di benvenuto
- O pintòr
- Odi et amo
- Odiami
- Otto marzo
- Pace fatta
- Padre
- Per sempre
- Perdilido
- Piove
- Poi è facile
- Potenzialmente
- Prefazione
- Preserata di fine febbraio
- Profumi
- Promesse
- Proporzionalmente
- Prova su strada
- Puff..
- Quattroquarti
- Qui
- Rane
- Rapanui
- Razzista
- Ricordava
- Ritorno
- Roma
- Salmone
- Scelte ed eventi
- Schadenfreude
- Scripta Volant
- Sedicenni
- Serata di città
- Shampoo
- So
- Spirito Animale
- Stamattina in paese
- Stargate
- Stelle
- Tabù
- Udienza
- Un colpo
- Un concerto
- Un figlio
- Un paio di scarpe
- Un pezzettino di sole
- Un pittore
- Un salto
- Una crepa sul muro
- Una strana coppia
- Uova
- Vengo con te
- Vista sul mare
- West
- Zia Samy
Una strana coppia

non sarà stata scaltra come si credeva, non sarà stata grande quanto lo sarebbe stata un giorno, eppure, quella tartaruga sembrava avere idee del tutto rivoluzionarie per la sua epoca. la trovammo in giardino, al seguito di una chiocciola rediviva dopo una lunga pioggia autunnale. al cospetto di quella bavosa, lenta, lentissima creatura strisciante, il proverbiale flemma da tartaruga assumeva la tinta d'un dinamismo stravagante, quasi ribelle, addirittura rock. l'agile seguace con le zampette ruspanti scodinzolava attorno a quella lumaca col guscio a spirale, gironzolandole attorno come fosse un cagnolino fedele e iperattivo. la chiocciolina dal canto suo proseguiva senza scomporsi, rivestendo il suo peregrinare d'un silenzio sacrale, d'una ossequiosa devozione al proprio destino. la testuggine dai piedi alati le si parò allora in fronte tentando di arrestare la lenta furia della compagna. i due corpi invece, come fossero fatti d'aria ed aria soltanto, dapprima si fusero e poi di nuovo si scomposero in due aliti che s'attraversavano. la lumaca pur piano che andasse era chiaro fosse destinata all’infinito e la tartaruga sarebbe stata per sempre con lei.

è stata questione di un solo attimo per tornare a sentir parlare di te. lo stavano già facendo pochi istanti prima che io arrivassi. discutevano animatamente, così mi sembrò mentre da lontano arrivavo a passi lenti e indiscreti in modo da riuscire a carpire gli ultimi brandelli di quella seduta di gossip. non appena mi unii al gruppetto il discorso deviò frettolosamente, così repentinamente che cercarono di farmi intendere stessero parlando di rane. voglio dire, rane, dai. sorrisi all'accostamento di te e le rane e mi venne in mente un castello. io quando mi immagino un castello poi sono di buon'umore perché un castello secondo me è la prova tangibile che esistiamo. fin da piccolo mi sono sempre immaginato favole medievali che contenevano castelli; ancor prima che sapessi con certezza che cose del genere esistono davvero. la volta che vidi il mio primo castello fu come se mi fosse stata concessa l'occasione di sentirmi un po' meno fuori luogo, un po' più attaccato alla realtà di quanto non credessi. sta di fatto però che stavano parlando di rane, a loro dire, ed io capii subito che si trattava di te. tu e le rane siete parte di una fantasia gigante, di quelle dove non farebbe fatica a starci un intero castello.
Un figlio
vorrei essere diverso da come sei tu perché altrimenti avresti lottato invano. ho avuto quella vita che mi hai sempre promesso perché io potessi scappare da qui. vorrei saper raccontare la favola che ho vissuto, quella in cui nulla e nessuno hanno potuto ostacolare i sogni del bambino che hai cresciuto. ho avuto il tuo amore, ed ogni tanto un rimprovero m'insegnava la differenza tra il bene e il male. m'hai spiegato che nulla è deciso e che la cosa giusta dipende solo da me. ricordo la mia piccola mano guidata a prendere la strada che mi portasse il più lontano possibile da quella miseria che allora divorava ogni cosa. ricordo quando mi porsi il primo libro come fosse il biglietto d'aereo per la terra promessa che un giorno raggiunsi davvero. quando arrivò quel momento per cui ti battevi non fosti capace di nulla dietro allo sguardo velato che mi salutava; eppure per me fu come se avessi parlato per ore intere. il giorno in cui mancherai, lontano da me, non immagini neppure cosa proverò; io questo lo so.
La televisione
ormai è cosa normale avere una voce che ci tiene compagnia, delle immagini che ci intrattengono nelle lunghe e spesso noiose serate di metà ottobre; è normale a tal punto che purtroppo non apprezziamo neanche più la fortuna d'averla con noi. la televisione è fatta così, non ci chiede niente in cambio, nulla ci è richiesto per il suo sfavillante spettacolo d'allegria. un tempo era chiamata la scatola magica ma anche se ormai ne ha perso le dimensioni imponenti rimane là, accesa, sempre accesa, per mostrarti a portata di telecomando cose che mai avresti creduto possibili. la tele ce l'hanno tutti, come potrebbero fare altrimenti ? quale sarebbe l'alternativa alla sua generosa fantasia dispensata nei più svariati canali ? telenovelas, talk shows, telefilms per ognuna delle lunghissime pause ristoratrici sul divano . un televisore è il focolare domestico del miracolo italiano, è la boa attorno a cui ci si ritrova in famiglia e da cui ci si lascia rapire tutti insieme dalla sua strabiliante realtà artificiale. la vita è troppo semplice per accontentarsi di un solo presente, dei nostri soli pensieri, dei nostri ingenui sogni da persone comuni. bisogna avere grandi aspirazioni di successo e solo allora potremo contare qualcosa per il mondo intero. forse solo dentro la tv, solo dentro quella protesi scintillante della vita sapremmo cosa significhi realizzare ogni più piccolo brandello di felicità.
però la tv non è solo quel mondo incantato che ci volevano far credere. a volte è costretta a cedere alla nostra amara quotidianità, ai suoi guai, alle sue storie di cronaca vera. ci sono quegli attimi in cui anche la dolce balia della nostra infanzia felice è costretta a raccontarci quel che di orribile accade tra noi. in quei momenti abbiamo l'occasione di riflettere, sospinti dalla sua materna guida riusciamo a compiere pindarici voli al cospetto dell'umana sapienza; riusciamo a discernere il bene dal male e a prendere finalmente la decisione giusta per ogni evenienza. la televisione è diventata la guida senza cui sarebbe tremendamente logorante sopportare tutta questa inutile e anacronistica libertà di pensiero; è il nostro salvifico portale verso la meritata pace dei sensi.
Dettagli
Il piumone
prendi un piumone, una cioccolata, una guinness ed io sarò nelle tue mani. datemi un piumone e cullerò il mondo.
Fortuna
Rapanui
Il tempo
con questa lettera mi voglio mostrare. ho aspettato a lungo per farlo ma credo che ora sia il momento giusto, credo che chiunque dovrebbe sentirsi sollevato dal conoscere qualcuno ch'è sempre stato dalla sua parte. a volte incompreso, a volte supplicato di andare più in fretta oppure al contrario spronato a rallentare. purtroppo non ho potuto far molto finora: mi è concesso solo di seguire la mia natura. posso dirvi però che la mia esperienza va oltre l'immaginabile, oltre ogni vana illusione di conoscere l'effettivo concatenarsi degli eventi. io son da "sempre", ed uso questo termine con la speranza di rendervi partecipi di cosa significhi e di quanto sia pesante ed incessantemente logorante avere memoria di tutto da "sempre". vi ho invidiati molto sapete? in tempi lontani avrei voluto aver un termine anch'io ma mi rendo conto, io per primo, ch'è inutile a volte star male per voler essere ciò che non si è. ora la mia vita è qui, sopra ogni cosa, sopra ogni spazio e ogni generazione. quel che posso dirvi è che custodirò per sempre i nomi di tutti voi e dei più valorosi permetterò che le gesta riecheggino negli sconfinati spazi della mia dimora. vostro fedele servitore, tra i tanti, il tempo.
[2007,come fosse oggi]
Il mercatino
Conversazioni
Briefing
Gelosia
ah giusto, questo lo avevo omesso, sapete com'é, poi magari avreste pensato subito che quello matto fossi io. che poi, voglio dire, pensate come la prenderebbe se sapesse che io con quel cuscino ci parlo pure.
tutte le persone hanno un profumo ma quello di mia moglie è davvero speciale, la mattina lo trovo sul suo cuscino, viene al lavoro con me, e quando gli parlo, lui risponde.
Minimei 2.0
erano un gruppo scelto di soldati arruolati per la grande rivoluzione, questo mi raccontò. il loro capo era un esaltato, si faceva chiamare goddy, come se il suo nome potesse incutere chissà quale paura al prossimo che gli si parava davanti. il popolo dei minimei viveva ormai da più di tre anni confinato nel mio cassetto e non per scelta, ma perché così erano gli ordini. lì, all'interno di quel rifugio domestico improvvisato, ormai si erano organizzati come se fossero una società avanzata, attendendo che qualche informativa dall'alto potesse mettere finalmente ordine alla faccenda. l'attacco, secondo le prime disposizioni, avrebbe dovuto compiersi entro poche ore dal primo appostamento, eppure, ormai di ore ne erano passate veramente un'infinità senza che nessuno li degnasse più di alcuna attenzione. il popolo dei minimei non era un popolo di esaltati guerrafondai; era un popolo di leali sudditi, devoti combattenti in nome degli interessi più grandi a cui si doveva necessariamente ubbidire. scoprii così che all'interno del mio cassetto erano organizzati in legioni, ognuna con un preciso compito che poteva essere quello di presidiare l'apertura, di disporre i nascondigli, di assicurarsi che io di notte dormissi realmente e così via. ogni minimeo era un ligio servitore della patria, sempre intransigente con tentazioni e vizi, mai fuori dai canoni del buon soldato. il mio prigioniero evidentemente era un caso a sé stante. i suoi capelli arancioni elettrizzati, il suo nasino luminescente in preda a spasmi anomali, la sua aria stralunata, tutto lasciava presagire che mi fossi imbattuto proprio nell'unico esemplare scalcagnato di una popolazione perfettamente efficiente. in cambio di piccole manciate di caramelle alla menta, che accolse come manna piovuta dal cielo, a poco a poco sarebbe stato capace di ripudiare la sua stessa razza. con le sue zampette penzolanti dal bordo del comodino lasciava intendere che il rigore militare dei suoi non lo aveva scalfito nel benché minimo spavaldo atteggiamento. mi svelò ogni cosa, ogni più piccolo, prezioso segreto del suo popolo pur di aver salva la pelle. un vero monumento al coraggio. avevo catturato un eroe.
Dichiarazione
su di noi avete riversato le peggiori torture di tutti i tempi dopo essere state spellate, impalate e spremute sopra i vostri marchingegni per toglierci il sangue. ed ora, ed ora voi vorreste, vorreste addirittura, no, mioddio, non riesco nemmeno a pronunciarlo, voi vorreste cuocerci insieme alle anatre. anatra all'arancia la chiamate. questo è troppo, veramente troppo, signori qui si è valicato ogni limite. da oggi sarà guerra, guerra all'ultimo sangue. e non dite che non vi avevamo avvisato.
Zia Samy
un natale, lo ricorderò per sempre, il cagnolino proprio non ce lo volevano comprare. la mattina del venticinque però in salotto sotto l'albero c'era un pacco grandissimo, in cui ci sarebbero potute stare come minimo due biciclette nuove fiammanti. quel pacco, firmato 'la vostra zietta preferita', lo si scartò alla velocità della luce e quel che ne uscì fu un ghiro, un ghiro vero, uno di quelli grossi grossi che si vedono solo in televisione. un ghiro ?! si storse tutti il naso fin quando la zia spiegò che un ghiro che dorme avrebbe sicuramente richiesto meno attenzioni di un cagnolino troppo vispo. zia samy era fatta così e quel che più era bello è che stava sempre dalla tua parte. il giorno del suo settantesimo compleanno mi disse che ormai ero diventato grande abbastanza e che lei poteva partire per l'argentina.
Ritorno
Dormi ?
ho sempre fatto poca fatica a scrivere, si fa presto ad esser bravi a farlo; scrivendo si può correggere, si può fermarsi a pensare. - confessò - ma parlare è tutta un'altra cosa, un altro paio di maniche. ora ci provo a spiegarti meglio, mentre ancora dormi, mentre non puoi reagire ed io non posso perdere il filo distratta dal tuo sguardo. - gli si appoggiò sul braccio - allora, si insomma, il fatto è che penso d'amarti e ti odio per questo. ti odio perchè se te lo dico e tu non rispondi allo stesso modo io stavolta muoio, muoio sul serio però. - guardò in alto, trattenendo il respiro, cosìcchè le lacrime non trovassero libero sfogo e tornassero da dove erano venute - quindi dimmi tu come si fa, come si fa a non dirti niente oppure a trovare il coraggio d'affrontarti e poi dover scappare dalla vergogna, con l'orgoglio ferito ancora una volta. ti amo ma non te lo dirò, finchè non sarai tu a farlo per primo, può essere una soluzione, si credo che farò così. ma no, tu lo capiresti subito che c'è qualcosa che non va, e mi obbligheresti a parlartene. e allora sarebbe pure peggio perchè mi vien voglia di picchiarti quando sto per dirtelo. - ora stava seduta sul letto, lì accanto a lui, lì dove voleva essere più di qualsiasi altro posto al mondo e nello stesso tempo avrebbe voluto essere altrove, lontano, lontano e magari pure in un tempo diverso, un tempo in cui tutto era più facile.
la notte scorreva lenta ora, interminabile. andò in cucina, bevve, poi si diresse al bagno. aprì l'acqua fredda, accese la luce, si guardò allo specchio ed in basso a destra lesse una scritta col rossetto. tutto finì in quell'istante; ogni problema insormontabile svanì all'improvviso con quelle poche lettere lasciate goffamente in un angolino, pronte per essere scoperte, come se sapessero già tutto quello che c'era da sapere.
Le moto
Che ore sono?
cosa?
l'orologio, perché lo porti al polso se é sempre scarico?
perché mi piace.
si, é un bell'orologio ma sarebbe anche utile se funzionasse pure.
no, intendevo dire che a me piace che vada lento.
a te piace arrivare in ritardo, non sapere che ore siano, non svegliarti in tempo?
a me piace avere tempo, dormire quando ho sonno, leggere un libro tutto d'un fiato in un'ora soltanto, impiegare due ore per un viaggio lunghissimo, uscire di casa e vedere la luna di mezzogiorno.
ma quello non é il tempo vero, é finto, é una costruzione mentale.
un po' come quello che usi tu, solo che il mio funziona meglio.
ci conosciamo da una vita e riesci ancora a stupirmi!
ci conosciamo da quasi un anno e mi sembra di conoscerti da sempre
Padre
padre ho peccato nominandoti invano quando mi sentivo morire, quando mi sentivo solo ed invano ho chiesto il tuo aiuto; ti ho nominato invano quando ho cercato d'aggrapparmi al cielo per trovare la forza d'arrivare al domani; padre ti ho bestemmiato invano mentre ho dovuto farcela da solo ed ho gioito di superbia quando ne sono stato fiero.
padre ho commesso atti impuri e non ne sono pentito, ho confuso piacere ed amore ma non ho dato alla luce figli di una notte soltanto.
padre ho desiderato la donna d'altri e l'ho amata come se fosse l'unica ch'esiste. e l'ho amata più del prossimo mio, e l'ho amata più di me stesso. padre ho peccato di orgoglio quando credeva fossi il suo dio ed io invece di tacerla mi sentivo felice.
padre ho mentito, innumerevoli volte, ho mentito e mentirò di nuovo ogni qualvolta la tua verità vorrebbe portare dolore e dolore soltanto. ho mentito raccontando favole mai vissute da nessuna delle tue creature mortali, favole che possano spingere chiunque a cercare qui il paradiso che tu prometti per quando saremo già spenti.
Bentornati
Casa
Il vigile
-si, vai tra'
Fotografia
certe volte uno non se ne accorge nemmeno e mentre fotografa l'alba di tutti i giorni può sentirsi speciale. quello scatto lo potrà regalare a chiunque diventerà abbastanza importante da condividere persino il passato di ciò che è stato fin lì.
ogni foto protegge quel pezzettino di te che forse un giorno arriverai a rinnegare, addirittura ad odiare magari. poi, quando crederai d'esser troppo grande per certe cose, una foto ricorderà ai tuoi occhi di quando anche loro sapevano guardare il mare. una foto è un'àncora di salvataggio, la parte bella del tempo che passa. sorridi ed avrai il tuo attimo di eterna felicità.
Estathè
Profumi
- 1 giorno d'agosto
- 1 spicchio di sole
- acqua dolce o salata in abbondanza
- 2 infradito da gratinare sulla sabbia
- 3 o 4 creme protettive da dimenticare a casa
- 1000 pensieri veloci
- 1 idea da cogliere al volo
- burrocacao al miele da spalmare sulle labbra
- 1 cestello di convinzioni. frustare omogeneamente
- 2 parole sottovoce nei momenti opportuni
- follia q.b
mischiare il tutto un po' come viene. infornare a mezzogiorno fin quando prende colore. estrarre a cottura ultimata. servire freddo, sotto un piumone in dicembre.
La cena del sì
ci saranno centinaia di invitati, lei sarà regina e lui re. ci saranno centinaia di invitati quel giorno, seduti imbellettati, pronti ad applaudire un loro bacio. in quella sala ci saranno camerieri con vassoi d'argento, con bicchieri di cristallo, con maniere posate e modi gentili. sarà un via vai di portate abbondanti, di vestiti mostrati con fierezza, di gentildonne e gentiluomini pronti a sfoggiare collier e gemelli d'oro. ci saranno centinaia di invitati e ricchezze spropositate quella sera in cui, ai due festeggiati, basterà tenersi per mano per affidarsi al proprio futuro.
Un pezzettino di sole
era lì e non parlava. stava lì a fissare il nulla, stava lì nel nulla e fissava lontano. dentro si sentiva un buco che nemmeno riusciva a farcelo stare in tutto quel vuoto che scrutava come se avesse migliaia di dettagli da scoprire. avrebbe voluto essere già arrivato ma non si dava per vinto. da grande non voleva fare l'astronauta, non voleva essere più alto, né più ricco, né diverso da come era già. da grande avrebbe voluto colmare quel vuoto fratello che ora fissava senza abbassare lo sguardo, senza arrendersi nemmeno questa volta. non lo dava a vedere ma dentro, in un angolino di sé sepolto da tutte le parole non dette, da tutte le lacrime non piante, dentro custodiva un pezzettino di sole.
In piscina
che c'entrano i gatti ora?
beh, tu dici che la realtà viene a comporsi là dove siamo più presenti. dormire più di 12 ore, quindi più della metà delle 24 ore della giornata, implica che la realtà venga a realizzarsi nel sonno, nel mondo dei sogni insomma
e i gatti?
i gatti dormono ben più di dodici ore al giorno, o almeno, il mio lo fa. come giustifichi il mio gatto?
e a te sembra reale il tuo gatto?
direi di si, lo tocco, è morbido, mangia, credo respiri e a volte lascia ricordini realissimi sul tappeto
hai mai provato a fargli un bagno?
che vai dicendo? lavare un gatto? morirebbe lo sai bene, lo sanno tutti
e' quello che si pensa, che i gatti odino l'acqua perchè altrimenti si ammalerebbero fino a morirne
e invece?
e invece solo le cose reali possono bagnarsi, i sogni non galleggiano, vanno irrimediabilmente a fondo, scompaiono; si sveglierebbero
e se buttassi il mio gatto in piscina dunque svanirebbe nel nulla e..
..e tornerebbbe nella sua realtà, quella in cui qualcuno sogna d'essere un gatto. e in quella realtà un gatto è un altro, è, chessò, una persona reale che per un lungo periodo, pari alla vita media di un gatto, in quel mondo, dorme.
e se quel qualcuno si svegliasse ?
il gatto scomparirebbe anche se non facesse un bagno. e' il normale corso delle cose, da qualche parte esistono esseri, animali, che dormono il tempo necessario alla nostra vita
perchè 'nostra'?
perchè probabilmente non sono solo i gatti ad essere proiezioni oniriche di qualcuno che dorme altrove
pensi che lo siamo tutti?
solo alcuni. guarda come mi tuffo nell'acqua; vedi? io sono reale
e chi potrebbe mai dormire a sufficienza per sognare una persona intera, per sognare tutta la sua vita?
qualcuno che abita in un mondo dove il tempo è molto più lento
e il gatto?
di nuovo?
si, e il gatto quindi dormendo così tanto sogna a sua volta d'essere altrove?
esatto, come in una lunghissima catena di sogni e realtà
e ogni volta che ci addormentiamo dunque siamo qualcuno di diverso in un altro posto, in un altro universo?
giàe chi mai potrebbe vivere per la durata di una nostra unica notte?
una farfalla o una lucciola per esempio
o una persona intera in un mondo dove il tempo va lentissimo
vedo che hai capito. ma ora basta, godiamoci questa giornata di sole
hai ragione, prendo gli occhialini e arrivo da te ... ...
ecco, va a fondo. non tutti sono reali quanto credono.
Balle
Razzista
Fuoco

lo sai, sei come il fuoco ed io adoro giocare col fuoco. lo sai che non mi spavento più, lo sai che io non arretro mai. sei come il fuoco e di te prendo la luce. sei come una fiamma leggera che cammina sulle corde dei miei pensieri ed io ascolto la musica che ne proviene. seguo le tue curve nella danza del vento e mi scaldo del tuo ricordo in un accendino quando sei troppo lontana. sei in questa candela e nella sua cera che non ha coraggio di farmi davvero del male se mi scivola addosso, sei in questa sigaretta che accendo la sera per guardarla consumarsi lentamente ed addormentarsi con me.
Proporzionalmente
-no, pesi più degli altri perchè sei molto più alta, il peso è proporzionale
-cosa vuol dire proporzionale?
-c'era una volta una ragazza spagnola che crescendo era ben contenta di notare come anche le sue tettine crescessero insieme a lei, proporzionatamente. un giorno, sui vent'anni circa, pensò che fosse il caso di smetterla di crescere perchè aveva già raggiunto misure che la soddisfavano. i suoi bon bon però non la pensavano allo stesso modo e presto capì che nessuno li poteva fermare nella loro volontà di crescita sproporzionata. un fatidico giorno, per l'effetto aerostato o mongolfiera che dir si voglia, si svegliò lievitando a mezz'aria sopra il suo letto e subito una folata improvvisa di vento la trascinò fuori dalla finestra aperta. nessuno la vide più.
-:|
-forse esplose.
Stargate

l'istante successivo e quello immediatamente precedente sono vuoti al confronto. gli istanti in mezzo sono la parte migliore, quelli in cui ti manca il respiro, quelli in cui anche se non sai che fare te ne freghi e succeda quel che succeda la sfida è questa e bisogna cavalcarla sempre. la ragione viene prima, ma se sei arrivato a quel punto lei ha già perso; le conseguenze vengon dopo ma non serve mai a niente piangere sul latte versato. il mezzo, che può durare anni interi, passa veloce come se fosse questione di un solo istante, nel mezzo c'è tutto quello che varrà la pena ricordare ed inseguire di nuovo non appena se ne avranno le forze. è semplice e funziona un po' come in un tuffo nel vuoto.
Promesse
-bleeah, che schifo!
-no dai scherzavo, però vero che staremo sempre insieme?
-mm, può darsi
-daccordo, ma se divento un elefante?
-costruirò una casa grandissima!
-e se divento un budino?
-ti metto in frigo così non ti sciogli
-uff, nel frigo noo... va bene dai fa niente
-allora abitiamo in cima ad una montagna dove fa freddissimo
-sii questa idea è bellissima!.. ma.. se.. ma se mi rapiscono tu mi salvi ?
-si certo.. poi però ogni volta che ti salvo teniamo il conto così vediamo alla fine chi vince
-daccordo, ci sto
-e se succede che piove tanto tanto tanto che si riempiono tutte le strade d'acqua e c'è bisogno di una barca, e abbiamo una canna da pesca, e io pesco.. tu cucini ?
-noo, che noiaa. voi uomini volete sempre che noi cuciniamo. lo dice sempre la mamma
-e voi donne volete sempre fare la spesa. così gli risponde papà
-ma a me non piace fare le spese, io voglio andare fin lassù
-sulle nuvole intendi ? ma sono trooppo alte!
-sususu, fino alle stelle dico io
-uhmm..
-ma noi non litighiamo come i grandi vero ?
-no..io non ci voglio diventare grande, ci stai?
-ci sto.. me lo prometti ?
-promesso.
Scelte ed eventi
Spirito Animale
vutoilcoraggiodifareinquestalungacorsaversoiltraguardopiùambitoinquest
alunganottedestatedaberetuttadunfiatofinquandosulpiumonediunlettoinve
rnalecisilasceràndàreadundesideriocheancoraperpocociverràproibito.
- calma,ora respira ed apri gli occhi.
Blueberries pie
Fuochi d'artificio

ogni fuoco d'artificio avrà i suoi cinque secondi da stella. ogni fuoco lo sa, ognuno ci crede con tutto se stesso. ogni fuoco d'artificio prenderà il volo in una notte d'estate, illuminerà a giorno una città intera, attirerà su di se migliaia di occhi curiosi. ognuno esploderà nel silenzio della sua luce pirotecnica, si approprierà di più cielo possibile mentre qualcuno cercherà d'immortalarlo in una foto che non gli renderà giustizia. ognuno esploderà con soddisfazione dopo averlo atteso così a lungo da renderlo un sogno irrealizzabile; infrangerà quel che credeva impossibile e sarà il suo giorno migliore, e griderà il suo boato nel vuoto. quando giungerà agli spettatori la sua voce, la sua luce starà già sciogliendosi in neve dorata sopra la folla-sguardo-in-alto; quando se ne andrà seguito dagli altri candidati agli ambiti cinque secondi di gloria, su nel cielo, quello vero, quello che riposa oltre le nuvole bianche, un puntino nuovo di zecca continuerà a splendere in suo nome. ogni fuoco d'artificio avrà i suoi cinque, eterni, secondi da stella.
Odiami
Non è un caso

non sei qui per caso, ma tu questo già lo sai. te lo eri già chiesto il motivo per cui ti ritrovavi a leggere qui così spesso e le scuse che hai trovato ora rendono tutto più facile e innocente. non sei qui per caso a leggere storie come fossero articoli di giornale di cronaca vera. le leggi con sospetto queste favole, sapendo già che da loro bisogna diffidare perché non è sempre oro quello che luccica, perché non si può dare piena fiducia alle parole. non ti preoccupare, io farò finta di niente mentre tu ti cercherai tra le righe; farò finta di niente mentre queste parole, messe in fila quasi per caso, ti strapperanno il sorriso per cui furono scritte. farò finta di non sapere che entrambi spilliamo il polline dal medesimo fiore.
Sedicenni
Il corridoio
La tartaruga
una delle sue attività preferite, beh, in verità non so proprio quanto le aggradasse, era giocare con animali più grandi. metterla a contatto con micetti e cagnolini la faceva divertire molto, credo, così sembrava quantomeno. il suo migliore amichetto era il nostro cagnolino lucky, un volpino bianco latte, candido e premuroso tanto da abbaiare in segno di pericolo ogni volta che qualcuno si avvicinasse alla sua vaschetta. un giorno, sugli inizi della primavera, un'amica venne in visita con altri due eleganti bolognesi, un maschio ed una femmina. lucky quel giorno si invaghì perdutamente di aika e la portò orgoglioso a perlustrare il suo territorio attorno casa. l'altro, hachiko, lasciato solo dalla compagna, peluche bianco a quattro zampe scottato dalla delusione d'amore, come in un vero agguato militare si diresse dalla super tartarughina. la piccola vedetta verde, notando da lontano lo scodinzolare ritmato del nemico, è probabile abbia pensato al suo lucky, è probabile sia stata contenta per un breve, brevissimo istante, poi realizzò. quel giorno lucky non abbaiò in segno di pericolo, e a nulla servì sapersi girare da pancia in su. la tartaruga con velleità da ninja, la coraggiosa eroina delle oasi domestiche, si spense così, in due bocconi d'un bolognese dal cuore spezzato; in una vendetta d'amore rubato.
Udienza
74 8333 7051' ?
Uova
541074 1'0070 783 94373
Stelle
e' vero che avete angeli vestiti di bianco, con grandi ali maestose di penne e di piume? e' vero che ridete, guardandoci dall'alto, dei nostri finti problemi, del nostro arrovellarci su questioni così piccole? e' vero che state dalla nostra parte se esprimiamo un desiderio quando lasciate una scia?
quante siete? siete tutte amiche? avete mai fatto la guerra tra voi? come fate a parlare così distanti l'una dall'altra? cosa fate quando ci sono le nuvole a coprire il cielo? dove vi nascondete ogni giorno?
vi siete mai tuffate nel mare ? e' vero che siete tutte gemelle? chi sceglie i disegni che guidano i marinai ? se provo a toccarvi scottate? lo conoscete davvero il futuro?
risponderete mai?
Nonostante
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L'alba
nel silenzio dell'alba puoi sentire già le sveglie che suonano su tutti i comodini, puoi sentire i loro trilli, i loro canti interrotti da manate intrise di sonno che lì per lì cercheranno di conquistarsi altri cinque minuti delle loro visioni notturne. guarda a quelle finestre che s'accendono: oggi, ancora per poco, è un giorno qualunque per tutti loro.
oggi è uno di quei giorni che per la maggior parte si perderà tra i mille altri su un calendario. per qualcuno inizierà nel migliore dei modi e pensando che sia un giorno speciale farà in modo che si realizzi. per altri, da subito, da quando in cucina apriranno il frigo e troveranno la bottiglia del latte agli sgoccioli, da quando nella dispensa troveranno le briciole dei biscotti finiti, la giornata sarà già stata etichettata nel peggiore dei modi. per pochi, pochissimi eletti, anche quest'oggi si candida ad essere il migliore che ripaga i precedenti oppure il peggiore da cui non si può che risalire.
ora di sera si riaccenderanno le luci della cucina, poco dopo quelle del bagno. le luci della camera prima verranno smorzate da un abat-jour, poi s'arrenderanno anche loro. guarda come tutto si sveglia, pensa a come tutto ora di sera s'addormenterà di nuovo. un mare intero nel mezzo, pura magia ogni giorno.
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I Numeri - 1 308331
i numeri erano una noia a scuola, quasi per tutti; era difficile comprendere come si potesse essere sempre così ligi al dovere, così intransigenti, sempre così perfetti; spesso i numeri mettevano rabbia anche solo per questo. la perfezione dei numeri sta sempre lì a ricordarci i nostri errori di calcolo, le nostre distrazioni, le nostre approssimazioni. si sbaglia un conto lungo una facciata intera anche solo per un piccolo zero che fino a poco prima non contava niente. quando questo succede vien da pensare che una O non varrà mai così tanto; se lo sogna d'avere i poteri di uno zero qualsiasi.
le lettere poi rispondono a raffica troppo spesso, formando parole taglienti senza neppure avere un senso, senza neppure prima pensare alle conseguenze. le parole si susseguono veloci con la rabbia negli occhi, con lo slancio fulmineo dei colpi di testa. i numeri non hanno mai ceduto a mentirti né mai lo faranno. è per questo che hanno qualcosa di speciale.
era giusto rendergliene il merito.
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Giugno
giugno e i suoi coni gelato, le sue gite improvvisate, i suoi baci salati.
è giugno e pare esserci una vita davanti. giugno adolescente, irrequieto, speranzoso; che guarda ad una estate che deve ancora venire. giugno è il sabato del villaggio, è l'ultimo giorno di scuola, è il movimento secondo del chiaro di luna. ascolta il silenzio di chi prende fiato per cantare a squarciagola la sua voglia di nuovo, di mare e d'una estate da ricordare.
Cerimonie

la noia delle cerimonie sta negli occhi di chi le vive, nella messa troppo lunga in cui non si crede, nelle questioni in sospeso con chi si rivede. tutti in piedi, prima il prete parla poi comincia la festa. i bambini contenti per i regali importanti, i grandi vestiti a modo in macchinoni eleganti. finti sorrisi, parentele forzate e poi gli imbucati. tre, quattro portate; sorbetto, torta e gelato. poi finalmente il prato.
c'è sempre un prato nelle cerimonie, o una terrazza al suo posto. c'è sempre il nonno che racconta ai nipoti la sua naia, il suo passato, i suoi errori e il loro costo. poi passa ai successi e tutto quello che ha fatto in quei racconti prende un senso di cui non s'era nemmeno accorto. in quel momento il nonno pare quasi risorto.
c'è sempre un pallone per i bambini dopo pranzo, ci sono i dispetti e quindi i rimproveri di gruppo, le sfuriate dei genitori coalizzati, quindi i castighi e i pianti a lacrime di coccodrillo. il modo di piangere più bello.
la noia delle cerimonie sta negli occhi di chi le vive, da nessun'altra parte a pensarci bene. è solo questione di prendere il meglio, come da uno sbaglio.

















